Da bambino stava ai bordi del campo di calcio — e disegnava nella sabbia.
Oggi, con solo mani, luce e sabbia, crea performance che attraversano confini che nessuna mappa può misurare. Perché i limiti più profondi non sono quelli geografici. Sono quelli che impariamo a superare.
Come Sand Artist, ho sempre vissuto nell’effimero, finché non ho deciso di sfidare il tempo. Rompendo gli schemi e i dubbi di chi mi circondava, ho brevettato un metodo per bloccare i disegni di sabbia con la resina epossidica, rendendo eterno ciò che doveva svanire.
Un intervento energico sul coraggio di superare i confini del già scritto, trasformando una folle scommessa in una realtà solida.